Il Consiglio di Stato a Brissago. Una visita che va oltre l’istituzionale

Veronica Marcacci Rossi e Norman Gobbi raccontano lo spirito dell’incontro che si terrà mercoledì. Alle 11,30 incontro con la popolazione

Mercoledì prossimo, 1° aprile, il Consiglio di Stato terrà a Brissago una seduta “extra muros”. I ministri arriveranno alle 9, accolti da una delegazione del Municipio, e visiteranno il Museo Leoncavallo. A Casa Branca Baccalà discuteranno dei temi all’ordine del giorno poi, alle 11,30 incontreranno la popolazione nel corso di un aperitivo aperto a tutti coloro che vorranno partecipare. Seguirà, sempre a Casa Branca Baccalà, il pranzo con il Municipio e la seconda parte della seduta governativa.

“Siamo fieri di accogliere il Consiglio di Stato a Brissago, che terrà la sua seduta presso il nostro pregiato e fresco di inaugurazione Palazzo Branca Baccalà – dice la sindaca, Veronica Marcacci Rossi -. Per una volta, le distanze si accorciano: le istituzioni si avvicinano al territorio e noi ci sentiamo più coinvolti, più considerati, più parte di un dialogo diretto. Sarà certamente un momento istituzionale, ma anche un’occasione di condivisione: l’aperitivo aperto alla popolazione permetterà infatti ai cittadini di incontrare e di confrontarsi con i rappresentanti del Governo, rendendo questo appuntamento ancora più significativo.

Per me, alla mia prima legislatura da sindaco, è un grande onore poterli accogliere. In fondo, dal Palazzo delle Orsoline al Palazzo Branca Baccalà il passo è breve… cambia solo il panorama: meno corridoi ufficiali e un po’ più vista lago — ma le decisioni restano sempre serie e importanti!”.

In vista dell’incontro, abbiamo chiesto al presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, di raccontare brevemente agli abbonati di questa Newsletter, lo spirito che animerà la visita del Governo cantonale.

–       Di Norman Gobbi, Presidente del Governo

Brissago: territorio di confine, identità e responsabilità

C’è un passaggio del romanzo Addio alle armi di Ernest Hemingway che racconta una traversata notturna sul Lago Maggiore verso la Svizzera. Una fuga, certo, ma anche la ricerca di un luogo più sicuro, di una tregua. È un’immagine che descrive bene il significato di questo territorio: luogo di passaggio, ma anche di approdo.

Non è un caso che il Consiglio di Stato abbia scelto Brissago per la sua seduta extra muros. È una porta d’ingresso verso la Svizzera che riflette in modo concreto le sfide e le opportunità del nostro Cantone. Qui il concetto di frontiera si vive ogni giorno: significa relazioni e scambi, ma anche responsabilità concreta nel garantire qualità di vita alla popolazione.

Per la sua posizione geografica, Brissago è una realtà fortemente orientata al turismo. Lungo le vie del paese o sul lungolago si intrecciano lingue e identità diverse: dal dialetto locale, unico nel panorama linguistico locarnese, allo Schwiizerdütsch. Un territorio che ha saputo parlare oltre Gottardo anche grazie a figure iconiche come l’artista Nella Martinetti, nata proprio qui e capace di portare l’anima ticinese nel mondo culturale svizzero-tedesco, conquistandolo.

Questa apertura non ha però fatto perdere le radici. Al contrario, Brissago ha mantenuto un legame solido con la propria identità e con la propria storia. È su questo equilibrio che si innestano le riflessioni sull’aggregazione tra Brissago e Ronco sopra Ascona. In un contesto sempre più competitivo, la capacità di fare squadra diventa un elemento necessario per gestire al meglio e valorizzare servizi, sviluppo e attrattività del territorio.

Brissago racchiude inoltre una storia che affonda le sue radici nel 1848, fatta di competenze, gesti tramandati e persone che nel tempo hanno costruito un sapere riconosciuto ben oltre i confini cantonali. Mi riferisco alla celebre fabbrica di sigari, una realtà che va ben oltre l’economia. Il sigaro, per chi lo conosce, non è solo un prodotto: è tempo, misura, attenzione. Richiede calma, qualità, rispetto dei processi. In un’epoca che corre veloce, è un richiamo concreto alla riflessione. Un messaggio che vale anche per l’azione dello Stato: costruire con pazienza, mantenere coerenza, guardare lontano. E lo dico da fumatore di sigari.

Oggi, come allora, il compito delle istituzioni è chiaro: creare condizioni quadro che permettano al Ticino di essere un Cantone solido, attrattivo e coeso. La seduta extra muros a Brissago vuole essere il segnale concreto di un Governo vicino alla gente e ai Comuni. Perché è proprio partendo da territori come questo che si costruisce un Ticino forte, consapevole della propria identità e capace di affrontare le sfide future.

Come nel racconto di Hemingway, il Lago Maggiore non è solo un confine da attraversare, ma una linea tra incertezza e sicurezza. Ogni tempo ha le sue traversate. Oggi il Cantone Ticino è chiamato ad affrontarne una impegnativa, mantenendo la rotta e il senso della misura. Perché è proprio da questo equilibrio che dipende la solidità del nostro approdo.

A nome del Consiglio di Stato, un caloroso ringraziamento alla cittadinanza e alle autorità di Brissago per la vostra accoglienza.

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