Polizia, il comandante Gabriele Gottardi: “Parola d’ordine: prossimità”

Le riflessioni della sindaca Marcacci Rossi e del responsabile del Dicastero sicurezza Palmieri

Quando si parla di polizie comunali il primo termine che viene in mente è “prossimità”. Quel termine, che racchiude concetti legati al territorio e alla comunità – vicinanza, presenza, conoscenza – è lo scudo politico che gli amministratori locali, sindaci e municipali, usano spesso per parare gli attacchi di chi vorrebbe in Ticino una polizia unica, sottoposta al comando della Cantonale; ammettendo al massimo la sopravvivenza delle sole polizie urbane, quelle che fanno capo alle principali città, per intenderci.

Gabriele Gottardi, classe 1984, comanda da un anno la Polizia intercomunale di Ascona, e conferma l’importanza della prossimità come linea guida e filosofia operativa. Da ormai una decina d’anni Brissago ha affidato la gestione della sicurezza al corpo di Ascona, siglando una convenzione che garantisce un presidio sul territorio 24 ore su 24.

Dalla prevenzione alla sensibilizzazione

“Abbiamo sviluppato un modello che punta sulla prossimità e sulla conoscenza diretta delle persone – spiega il comandante, alla testa di 18 agenti e, in totale, di 25 collaboratori, compresi i servizi amministrativi e gli assistenti di polizia -. La nostra organizzazione prevede un capo servizio regionale, che cura i rapporti tra il corpo e i Comuni, e un capo servizio territoriale, responsabile della prossimità e delle attività nei quartieri. A ciò si aggiunge la parte amministrativa, che gestiamo per tutti i Comuni convenzionati: Ascona, Brissago, Ronco sopra Ascona e Centovalli. In questo modo riusciamo a garantire un servizio capillare e coordinato, attraverso reperibilità e intervento immediato secondo protocolli consolidati”.

La polizia non si limita però a presidiare il territorio: svolge anche un ruolo di sensibilizzazione e di educazione. “Negli anni – spiega la sindaca, Veronica Marcacci Rossi, responsabile del Dicastero scuola – sono state promosse diverse collaborazioni, meno visibili agli occhi della cittadinanza, ma comunque molto significative. Sono stati organizzati incontri informativi rivolti agli anziani e abbiamo incentivato momenti di approfondimento con le classi scolastiche sul tema del bullismo e del cyberbullismo”.

Perché una convenzione tra Brissago e Ascona

Ma che cosa significa concretamente, per Brissago, avere una convenzione con la Polizia di Ascona?
“Garantiamo il pattugliamento sulle 24 ore – spiega il comandante – con passaggi quotidiani almeno tre volte fino al confine. In caso di emergenza, una pattuglia interviene immediatamente. Copriamo inoltre il servizio di prossimità: la vigilanza all’uscita dalle scuole, la gestione del traffico, i controlli nelle frazioni. Abbiamo un agente di quartiere originario proprio di Brissago, che rappresenta un valore aggiunto, perché conosce bene la realtà locale e le persone”.

Gli fa eco il municipale Ottavio Palmieri, responsabile del Dicastero sicurezza: “La polizia comunale è un presidio fondamentale di prossimità e vicinanza alla popolazione. A Brissago, a seguito delle modifiche legislative cantonali, da oltre dieci anni non disponiamo più di un corpo proprio, ma possiamo contare sulla collaborazione con la Polizia intercomunale di Ascona. In qualità di capo Dicastero sto valutando come migliorare e rafforzare questa cooperazione, in un dialogo costante e positivo con il Comandante Gottardi. Parallelamente, stiamo approfondendo possibili interventi per migliorare la viabilità sul territorio, così da renderla più scorrevole, sicura ed efficiente”.

Viabilità e sicurezza stradale

In effetti, per un paese come Brissago, sottoposto a forti flussi di traffico di transito, il tema della viabilità è strettamente connesso a quello della sicurezza stradale: “Recentemente – spiega il comandante – abbiamo installato un ‘radar amico’ per monitorare la velocità e sensibilizzare gli automobilisti. Con il Municipio stiamo valutando la necessità di eventuali interventi mirati di moderazione del traffico, qualora si rendessero necessari, sul territorio comunale, con l’obiettivo di ridurre la velocità e aumentare la sicurezza. Non ci limitiamo a multare, ma cerchiamo di indurre comportamenti più rispettosi e sicuri”.

Gottardi sottolinea che la sicurezza stradale tocca diversi ambiti: occorre garantire l’attraversamento sicuro degli scolari, tutelare ciclisti e pedoni, prevenire soste irregolari che intralciano la circolazione: “È un lavoro quotidiano, fatto di controlli costanti e di presenza sul terreno. In questo ambito si inserisce anche il progetto di educazione stradale che un nostro agente cura in collaborazione con l’istituto scolastico di Brissago, attualmente disponiamo di due agenti già specializzati nell’educazione scolastica e di un terzo in fase di formazione”.

Un ambito sensibile è quello dei posteggi, spesso oggetto di lamentele soprattutto nelle frazioni: “Effettuiamo controlli regolari nelle zone più sensibili, anche nelle aree più periferiche. I posteggi selvaggi o l’occupazione abusiva di spazi destinati a residenti e disabili sono problemi ricorrenti: interveniamo con sanzioni mirate, ma anche con azioni preventive di sensibilizzazione, rendendoci disponibili, insieme agli uffici competenti, comunali e cantonali, a valutare eventuali interventi di miglioria strutturale”.

Il valore della prossimità

Prossimità significa conoscenza diretta della realtà locale. Ma è un valore che distingue davvero le polizie comunali o è soltanto un proclama? Gottardi non ha dubbi: “Assolutamente sì, è un punto cardinale del nostro lavoro, che non si limita a redigere rapporti o a intervenire in casi di reato, ma consiste soprattutto nel conoscere persone e situazioni. Spesso veniamo contattati anche dalla Gendarmeria o dalla Giudiziaria, proprio perché disponiamo di conoscenze dirette che non si trovano in nessuna banca dati. Questa conoscenza ci consente anche a volte di intervenire prima che una situazione degeneri: ad esempio con i giovani, preferiamo un confronto diretto con loro e con i genitori, facendo capire subito le conseguenze di certi comportamenti”.

E a proposito di famiglie, la cronaca ci confronta regolarmente con fatti e situazioni drammatiche… “Purtroppo registriamo un aumento dei casi di disagio e di violenza domestica, anche in fasce di età sempre più giovani, un triste allineamento al trend in Svizzera che vede un aumento del +6,1% dei casi di violenza domestica e un + 26% dei casi di disagio giovanile – afferma il comandante – In questo ambito il nostro ruolo è segnalare alle autorità competenti e, quando possibile, prevenire ulteriori escalation. È questo il valore aggiunto della prossimità: arrivare prima che il problema diventi un’emergenza giudiziaria”.

La presenza di un agente impiegato ad Ascona, che segue queste tematiche, aggiunge la sindaca Marcacci Rossi, “permette ai bambini di sviluppare maggiore fiducia e facilita il dialogo su argomenti delicati. È fondamentale che la polizia sia disponibile ad affrontare questioni ancora poco trattate, come il cyberbullismo o la violenza domestica. Spesso, infatti, le persone coinvolte si sentono più a loro agio a confidarsi con figure che conoscono e con cui hanno instaurato un rapporto di fiducia. In questo contesto, i rapporti di collaborazione e di dialogo costante con il comandante e con il corpo di polizia rivestono un ruolo essenziale: solo attraverso un confronto diretto e continuo è possibile affrontare con efficacia problematiche in continua evoluzione e garantire alla cittadinanza un sostegno adeguato”.

Condividi questa pagina

WhatsApp
Facebook
LinkedIn
X
Email