Lo Sci Club Brissago: trent’anni di neve, giovani e comunità

Lo Sci Club Brissago – ha una lunga storia, ma è una realtà più viva che mai. Abbiamo chiesto al presidente, il municipale Reto Repetti, di raccontarcela, quella storia, e di spiegarci come l’associazione opera oggi promuovendo la passione dello sci tra bambini e ragazzi.

“Allora, se iniziamo dalla storia dobbiamo fare un bel po’ di passi indietro, perché il nostro Sci Club nasce nel marzo del 1993, quindi oltre trent’anni fa, anche se la prima stagione ufficiale di attività è stata quella del 1994. L’idea è nata da mio padre e da Paolo Canevascini. In precedenza era il Comune a organizzare direttamente la settimana di carnevale sulla neve, affidandone di volta in volta la gestione a singole persone. Col tempo però questo impegno era diventato piuttosto oneroso per il Comune. Così mio padre e Paolo proposero di creare una società vera e propria che si occupasse di questa attività in modo più organizzato. Da lì è nato lo Sci Club, che ha ripreso e portato avanti la tradizione della settimana bianca, la quale resta ancora oggi uno dei pilastri della nostra attività e un momento centrale della stagione”.

C’è una stazione invernale preferita o scegliete di anno in anno?

“Inizialmente si cambiava spesso destinazione. Ma da una ventina d’anni abbiamo trovato una sistemazione ideale aVeysonnaz, in Vallese, a circa 2’000 metri di quota. Si tratta di una capanna situata direttamente sulle piste, una soluzione perfetta dal punto di vista logistico e della sicurezza. I ragazzi mettono gli sci fuori dalla porta e sono subito sulle piste; a mezzogiorno rientrano per il pranzo e la sera ceniamo tutti insieme. Non ci sono spostamenti esterni e questo garantisce tranquillità anche ai genitori. Non solo: la ristorazione è gestita da cuochi del posto, quindi non dobbiamo portare personale da fuori. Sotto la capanna c’è un ristorante frequentato dagli sciatori, mentre sopra si trovano i nostri alloggi. Per il momento non abbiamo motivo di cambiare località: funziona tutto molto bene. Quest’anno la settimana bianca inizia il 14 febbraio”.

Dal profilo organizzativo come funziona?

“Semplice: i bambini partono da Brissago con i monitori dello Sci Club e rientrano con loro a fine settimana. I genitori non partecipano, a parte una o due mamme alle quali chiediamo supporto e che ci affiancano nella gestione quotidiana, soprattutto in caso di piccoli malanni o momenti di nostalgia. Possono partecipare bambini e ragazzi a partire dalla terza elementare e fino alla quarta media. Ai domiciliati a Brissago proponiamo un forfait ‘politico’ di soli 280 franchi tutto compreso, grazie a un contributo del Comune, che copre parte del budget. Questo costo molto contenuto permette a molte famiglie di mandare i figli alla settimana bianca senza affrontare spese elevate”.

Oltre alla Settimana Bianca organizzate anche uscite giornaliere?


“Sì, di norma quattro o cinque tra gennaio e marzo. Andiamo spesso a Splügen o ad Airolo. Abbiamo testato anche altre località, ma cerchiamo di restare in Ticino o in luoghi facilmente raggiungibili con un bus grande, perché a ogni uscita partecipano tra i 60 e i 70 bambini. In questo caso non c’è un limite inferiore di età, ma per i bambini dell’asilo chiediamo la presenza di un genitore, per una questione di sicurezza e di gestione”.

Anche in questo caso praticate tariffe ‘politiche’?

“Direi di sì: per i bambini il costo è di 30 franchi, comprensivi di viaggio in bus, insegnamento, skipass giornaliero e pranzo. Gli adulti che desiderano partecipare pagano invece 70 franchi, che rimane comunque un prezzo vantaggioso.Per garantire questi prezzi facciamo a volte capo ai nostri fondi associativi: ad esempio, in una recente uscita abbiamo dovuto coprire circa 1’700 franchi. Possiamo permettercelo grazie alle attività estive e agli eventi che organizziamo durante l’anno: tutti gli introiti vengono reinvestiti per mantenere bassi i costi delle attività invernali”.

Com’è strutturata l’organizzazione dello Sci Club?

“Il comitato è composto da nove persone, ma attorno al Club ruotano moltissimi collaboratori e monitori. Abbiamo la grande fortuna di vedere molti giovani avvicinarsi all’insegnamento dello sci: solo l’anno scorso quattro nostri ragazzi tra i 18 e i 19 anni hanno ottenuto il diploma GS e oggi sono monitori a tutti gli effetti. È molto bello vedere che tanti ragazzi che hanno iniziato come allievi oggi vogliono diventare insegnanti. Alle medie basta chiedere chi è interessato a questo percorso e si alzano quasi tutte le mani. Si sta creando un gruppo giovane e molto motivato, e anche nel comitato stiamo gradualmente coinvolgendo nuove leve. È fondamentale: la vita di qualsiasi associazione passa dal coinvolgimento dei giovani. Rispetto a qualche anno fa la situazione è molto migliorata e oggi possiamo dire che lo Sci Club Brissago gode di ottima salute”.

E come in ogni società sportiva c’è anche un elemento educativo rivolto alle giovani generazioni…

“Assolutamente sì: è magari l’aspetto educativo e sociale è forse quello meno visibile, ma per noi fondamentale. Oggi vediamo tanti ragazzi un po’ spaesati, o annoiati. Soprattutto per gli adolescenti è fondamentale avere qualcosa in cui identificarsi, un’attività o una disciplina nella quale convogliare le proprie energie e la propria passione. In questo senso, il percorso che porta alcuni ragazzi da allievi a aiuto-monitorie poi amonitori veri e proprisi è rivelato estremamente efficace: si sentono parte di una comunità, si assumono responsabilità, trovano un ruolo non solo sportivo ma anche sociale. Ma sia chiaro, tutte le associazioni legate al territorio svolgono un compito importantissimo tenendo i giovani agganciati alla comunità, e trasmettendo valori, relazioni e identità. È un lavoro silenzioso, poco visibile ma a mio parere essenziale”.

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